DOCTOR@IT: un’opportunità per migliorare l’attività lavorativa di ogni giorno

Tutti noi abbiamo sempre meno tempo per dedicarci ad attività che non siano core, ma fondamentali per poter svolgere il proprio lavoro ed essere operativi. Affidarsi dunque ad una struttura in grado di gestire e risolvere problematiche legate all’information technology è certamente una soluzione vincente.

DSC offre infatti il servizio DOCTOR@IT pensato per gli Studi Medici, che non hanno all’interno la figura dell’IT manager, ma che necessitano di supporto ogniqualvolta si presentano problemi legati all’hardware oppure al software in uso.

Con una telefonata oppure attraverso la teleassistenza remota via internet, è possibile risolvere problemi informatici di malfunzionamento, protezione di dati, gestione di nuove installazioni, configurazioni, migrazione di dati… per assicurarti sempre la continuità nel tuo lavoro.

DSC propone il servizio a partire da 30 euro al mese (canone mensile da corrispondersi annualmente in via anticipata).

Cosa prevede il servizio DOCTOR@IT:

  • Risoluzione dei problemi di tipo Hardware (malfunzionamenti, disconnessioni, perdita di driver, nuove installazioni, ecc.) su PC e Stampanti (n.1 PC + n.1 stampante per contratto)
  • Rimozione Virus, hijack, trojan, spyware e altri malware
  • Risoluzione dei problemi di tipo sistemistico (es. instabilità del sistema operativo, , password di sicurezza, back-up, software di Office Automation, configurazioni, ecc.)
  • Salvataggio e ripristino dati in caso di sostituzione o riformattazione dell’Hard disk
  • Installazione / migrazione a nuove release  (es. service pack, hotfix, patch)
  • Consulenza e supporto gratuito nell’individuazione della soluzione informatica più adatta relativamente a specifici progetti

RICHIEDI il servizio DOCTOR@IT al n. 0331 520901 oppure CLICCA QUI

 

Internet of Things, il nuovo studio internazionale pubblicato da Aruba

Lo studio internazionale The Internet of Things: Today and Tomorrow pubblicato da Aruba rivela che la IoT sarà presto diffusa su ampia scala, visto che l’85% delle aziende a livello globale e il 92% in Italia intende implementarla entro il 2019, motivate dall’esigenza di innovazione ed efficienza del business.

I 3.100 decision maker di 20 Paesi intervistati per comprendere lo stato attuale dell’IoT hanno dichiarato di sapere cosa sia l’IoT (98% nel mondo, 99% in Italia), ma non sanno esattamente che cosa potrebbe significare per la propria attività professionale.

L’esperto di tecnologia Kevin Ashton, colui che ha creato il termine “Internet of Things”  afferma che “IoT significa sensori connessi a Internet, che si comportano in modo simile a Internet creando connessioni ad hoc aperte, condividendo liberamente i dati e permettendo di realizzare applicazioni inaspettate in modo che i computer possano comprendere il mondo che li circonda e diventare il sistema nervoso dell’umanità”.

Inoltre, Ashton ha scoperto che i benefici concreti generati dall’IoT hanno anche superato le aspettative originali.  Per esempio, solo il 16% dei business leader aveva previsto ampi ricavi dagli investimenti IoT, invece l’aumento dei ricavi è stato registrato dal 32% degli executive. Allo stesso modo i miglioramenti nell’efficienza del business, attesi solo dal 29% degli executive, in realtà hanno superato le attese e sono stati sperimentati dal 46%. Non sorprende dunque che le aziende stiano cercando, sempre di più, di adottare soluzioni IoT entro il 2019.

La ricerca di Aruba rivela livelli variabili di maturità IoT a seconda dei comparti produttivi. I seguenti cinque settori verticali sono leader nell’adozione della Internet of Things e hanno ottenuto vantaggi di business tangibili.

Le aziende creano uno smart workplace per incrementare produttività ed efficienza

Il 72% delle aziende ha introdotto dispositivi nei luoghi di lavoro, ad es. la gestione remota del condizionamento e dell’illuminazione degli edifici, tanto che il 78% afferma che l’introduzione dell’IoT nel luogo di lavoro ha migliorato l’efficacia del team IT e il 75% ha registrato un aumento della redditività.

Il settore industriale aumenta la visibilità e l’efficienza di business

Più di sei intervistati su dieci (62%) nel comparto industriale hanno già implementato la IoT. L’impiego della Internet of Things per monitorare e mantenere funzioni industriali essenziali è stato identificato come il caso di utilizzo dal più forte impatto nel settore. Non è un caso che la richiesta di adozione di telecamere di sorveglianza IP stia crescendo. L’83% riporta inoltre un aumento dell’efficienza del business.

La sanità introduce l’IoT per migliorare il monitoraggio dei pazienti

Il 60% degli operatori della sanità di tutto il mondo ha introdotto dispositivi IoT nelle proprie strutture. Otto rispondenti su dieci riportano un incremento dell’innovazione e un altro 73% registra risparmi sui costi.

I retailer coinvolgono i clienti e aumentano le vendite

Solo il 49% dei retailer si avvale di tecnologia IoT, ma l’81% di essi registra un miglioramento della customer experience, che crea un forte impatto sulla fidelizzazione dei clienti. I servizi location-based che forniscono ai clienti offerte personalizzate e informazioni sui prodotti all’interno del punto vendita, sono stati considerati l’implementazione numero uno dell’IoT a fianco di monitoraggio e manutenzione.

La pubblica amministrazione riesce a ridurre i costi, nonostante sia in ritardo sulla tecnologia IoT

Quello della PA è il settore più lento nell’adozione della IoT, con solo il 42% dei comuni che ha implementato dispositivi e sensori IoT. Un terzo (35%) dei decision maker IT sostiene che i rispettivi executive capiscono poco o nulla dell’IT, il doppio della media globale. Sette enti pubblici su dieci fra quelli che hanno adottato la IoT registrano comunque risparmi sui costi e una superiore visibilità organizzativa.

Lo Studio, nonostante evidenzi molti aspetti positivi dell’IoT, mostra anche una serie di ostacoli alla sua applicazione. Primo fra tutti, il problema della sicurezza, poiché la connessione di migliaia di dispositivi alle reti business esistenti ha già provocato violazioni di sicurezza nella maggior parte delle aziende (84% di aziende mondiali e 81% di aziende in Italia hanno subito una violazione di sicurezza a causa dell’IoT).

Sono stati evidenziati anche problemi legati ai costi di implementazione (per il 50% globalmente e il 39% in Italia), la manutenzione (rispettivamente 44% e 40%) e l’integrazione delle tecnologie legacy (per il 43% a livello mondiale e il 21% in Italia).

In ogni caso una strategia olistica per la sicurezza IoT basata su solidi controlli sugli accessi alla rete e su un’altrettanta robusta gestione delle policy potrà proteggere le aziende e semplificare l’approccio alla sicurezza per l’IT.